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A partire dal 2006, i contribuenti italiani hanno la possibilità di indicare, in sede di dichiarazione dei redditi, a chi destinare il 5 per mille, ovvero una quota dell’imposta IRPEF che viene ripartita tra enti che svolgono attività socialmente rilevanti (ad esempio organizzazioni non profit). Fin dalla prima edizione, la risposta da parte dei contribuenti è stata straordinaria, superando qualsiasi aspettativa, e da allora è cresciuta di anno in anno in modo costante. Tanto che nel 2011 è stato raggiunto un record storico di firme: gli italiani che hanno deciso di devolvere il contributo sono stati, infatti, 16.777.352 (il 60% circa dei contribuenti totali) – contro i 15.977.057 del 2010, con un aumento del 5%. Siamo in attesa di conoscere i dati relativi al 2012, che verranno resi noti presumibilmente a inizio maggio, ma siamo certi che la tendenza positiva verrà confermata.

I dati del 2011 illustrano, inoltre, che, nel momento in cui scelgono a chi destinare il 5 per mille, i contribuenti italiani continuano a ritenere le Onlus e gli enti del volontariato i più meritevoli del sostegno (65%).

Nonostante gli italiani abbiano dimostrato fin da subito di apprezzare questo strumento di “democrazia fiscale” e riconoscano l’importanza del cosiddetto terzo settore per la tenuta sociale del paese, fino ad oggi il 5 per mille rappresenta una misura provvisoria, che viene introdotta di anno in anno nella legge Finanziaria (scelta che provoca di volta in volta numerosi intoppi burocratici). Inoltre, a partire dal 2010 è stato introdotto un tetto di spesa massimo pari a 400 milioni di euro, che risulta essere del tutto inadeguato. Le associazioni del terzo settore si stanno pertanto mobilitando affinché venga formulata una proposta normativa che regolamenti il 5 per mille in maniera definitiva e affinché il tetto venga innalzato a 500 milioni di euro (campagna #sappiatelo lanciata da www.vita.it).

A partire dall’edizione del 2008, gli enti che percepiscono i fondi dal 5 per mille devono – ad un anno di distanza dall’incasso – redigere un rendiconto sull’utilizzo delle somme, che viene inviato alla Direzione Generale del Terzo Settore Ministero del Lavoro. In questo modo, lo stato può verificare la qualità dei progetti sviluppati.

Se desiderate destinare all’Associazione Luca Onlus il 5 per mille, è sufficiente trascrivere il codice fiscale 94070560308 nell’apposito spazio sul modulo (Modello Unico PF, Modello 730, ovvero apposita scheda allegata al CUD per tutti coloro che sono dispensati dall’obbligo di presentare la dichiarazione). Destinando a noi il 5 per mille, ci aiuterete a realizzare le attività che da oltre dieci anni svolgiamo in regione a sostegno dei bambini oncologici e delle loro famiglie.